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Storia della liuteria a Ferrara

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Particolare dell'affresco del salone dei mesi
Lo splendido ciclo di affreschi nel salone dei mesi di Palazzo Schifanoia eseguito per il duca Borso d' Este attorno al 1470, dimostra quanto la musica fosse importante nella vita di corte di quel periodo. Per tutto il '400 e il '500 Ferrara è stata una delle più importanti città sotto il profilo della musica; qui furono ospitati ed operarono i più grandi musicisti dell' epoca: Guillaume Dufay, Josquin Desprez, Antoine Brumel, Jacob Obrecht, AdrianWilleart, I fratelli Dalla Viola, Nicola Vicentino, Cipriano De Rore ecc...

Nel Palazzo ducale vi erano ben due sale della musica con adiacente la camera degli strumenti musicali che dovevano essere sempre perfettamente accordati, pronti all' uso per ogni occasione: arpe, liuti, lire da braccio con bordoni, viole da gamba contralto e tenore, viole da braccio, chitarre, ribecche, viole basso, clavicembali e tantissimi strumenti a fiato e a percussione. Adiacente al giardino delle duchesse c' era la bottega del liutaio.



Benvenuto Tisi (1506), particolare del soffitto
affrescato nel palazzo di Ludovico il Moro
Quanto Ercole I d' Este fosse intenditore di strumenti lo dimostra, fra gli altri, un documento del 1473 nel quale il duca ordina la restituzione di un clavicembalo acquistato a Venezia perchè non lo trovò di suo gradimento. Tra i tanti documenti di acquisto è curioso il doc. 945, nel 1511 vengono corrisposte come anticipo due lire marchesane per acquistare 30 libbre (circa 11 Kg) di piombo e un sacco di carbone per costruire un organo.
Da documenti del 1500 troviamo tal Antonio Goretto dilettante di musica che aveva formato una grande collezione di strumenti a corda.
Tra i liutai attivi in questo periodo ricordiamo : Pietrobono dal Chitarrino, Polverino Rinaldo, Guarino Battista, Fontana Giovanni, Di Calabri Pier Vittorio, Gamberini Giovanni Lodovico, Marco degli Instrumenti,
Pazzaglia Francesco, Alfonso Cipri.


Pianta della città del 1490
Il periodo estense a Ferrara si conclude nel 1598 anni in cui la città viene devoluta allo Stato Pontificio e da questo momento inizia una grande crisi musicale al punto tale che dopo pochi anni persino il grande Girolamo Frescobaldi si stabilì a Roma.

Nonostante tutto (compresi terremoti e pestilenze) la forte tradizione liutaria radicata nel territorio continuò a produrre ottimi liutai: G. Battista Grancino, Alessandro Mezzadri,
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Arpa Estense: uno dei primissimi esempi
di arpa doppia e cromatica.
Fu costruita per il Duca Alfonso I
ed usata nella corte estense nel XVI secolo.
Giovanni Viorillo, Antonio Domenichelli, tutti ottimi liutai, per arrivare al grande Luigi Marconcini allievo di Omobono Stradivari, i figli ed allievi Giuseppe (allievo anche di Storioni a Milano) e Gaetano i loro allievi Luigi Marconi, Luigi Meletti e Alberto Battioni per arrivare alla fine dell' '800 con Luigi Soffritti (allievo di Meletti e ottimo liutaio) per arrivare al '900 con il grandissimo Ettore Soffritti (allievo del padre) i suoi allievi Anselmo Gotti, Gaetano Pareschi, Enrico Orselli e Ernesto Pevere e poi tutti gli allievi di questi ultimi: Boscoli, Ferrari, Donati, Melloni, Felloni, Ungarelli, Marchi, Tunioli.
Grande importanza riveste il Cento Pievese nella provincia di Ferrara (Pieve di Cento apparteneva al Comune di Ferrara fino al 1929) dove troviamo la famiglia Carletti e più tardi Mozzani che con i loro insegnamenti danno vita al proliferare di numerosissimi e valenti liutai.

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